Tanto tempo fa nella savana dell’Africa esisteva il camaleonte che era l’unico animale che sapeva cambiare colore. Però anche gli altri animali volevano sapere come faceva il camaleonte, perché per lui era facile, quando andava in altri ambienti cambiava colore. Così gli altri animali credevano che fosse del loro branco,  cioè che fosse come loro.

Infatti il camaleonte quando si spostava andava sempre da solo. Un giorno un animale minuscolo, una formica,  seguì il camaleonte e vide come faceva a cambiare colore. Bastava che toccasse un altro colore e così gli appariva il grande Clossus che lo trasformava. Allora la formica provò anche lei ma non ci riuscì. La seconda volta ci riuscì perché prima non aveva toccato bene il colore, invece la seconda volta lo toccò bene.

 

Vasil Iliev

 

 

 

 

Il guerriero

PERCHE’ SONO NATI I TERREMOTI ?

 

Tanto, tanto, tanto tempo fa, il mondo era governato da un gigante.

Questo gigante si chiamava Zimil.

Zimil faceva correre e sudare tutti i suoi servi, per accontentare tutti i suoi bisogni inutili.

Un giorno, un gigante di nome Saro, partì da Saresi per sterminare la razza umana .

Arrivato sul pianeta Terra, convocò Zimil per pareggiare i conti.

Lottarono per ore e ore, ma alla fine non ci fu un vincitore.

Di nascosto Zimil mise una trappola che, se qualcuno ci fosse caduto dentro, sarebbe stato inghiottito dalla terra e rinchiuso dentro per tutta la sua esistenza.

Saro, all’oscuro di tutto, gli promise  che, se era d’accordo, gli regalava Saresi e si prendeva la Terra.

Naturalmente Zimil accettò e in meno di 5 minuti Saro fu inghiottito dalla terra.

Cos’ì  iniziarono i terremoti:

quando sentiamo ancora oggi delle scosse, è Saro, che muove la terra perché vuole uscire.

 

Serra Erica

 

 

 

 

Come è nato il fuoco 

 

Un tempo, quando l’uomo non era ancora nato, esisteva un animale che poteva sputare fuoco e riscaldarsi quando voleva e questo animale si chiamava Levius ed era molto aggressivo e abitava in India. Un giorno lo chiamarono per andare in guerra nell’Universo 6, dove lo spazio finiva, e lui accettò.

Però dopo 50 giorni  non era più ritornato. Allora prese qualcun altro  al suo posto. Però lui con quel potere distrusse quasi mezza India. Dopo 60 giorni dalla scomparsa di Levius ritornò, però era tutto andato a fuoco, C’era un piccolo Clinder che lui sapeva dove era andato a finire, quel dinosauro che aveva distrutto tutto.

Allora lui andò dove quel piccolo dinosauro gli aveva detto di andare, e alla fine trovò il dinosauro, però quel brutto dinosauro lo sconfisse. Allora il povero Levius gli preparò una trappola, un buco gigantesco, e poi lo coprì di foglie e allora quando arrivò il dinosauro cadde nella trappola e lui si estinse ma prima di morire Levius sputò una piccola fiamma nel cielo e così sono nati i tuoni e  ogni volta che un tuono abbatteva un  albero c’era sempre del fuoco e nacque il fuoco e con lui anche il sole.

 

BOERI FABIO    

 

 

 

   

 

Tanto tempo fa, nel cielo regnava un Re molto, molto cattivo. Il suo compito era quello  di governare, naturalmente  il cielo e la terra.

Era quello che doveva controllare il tempo (fenomeni atmosferici), quindi questo compito era molto importante perché si doveva far sì che gli uomini e gli abitanti del cielo non morissero di freddo né di caldo.

Un giorno, mentre se ne stava beato sulla sua poltrona, decise che doveva inventare un nuovo fenomeno atmosferico; pensando, pensando, gli venne in mente che si poteva chiamare: Temporale.

E in che cosa consisteva? consisteva in: rumori assordanti e scariche elettriche, che naturalmente potevano spaventare gli uomini  o forse farli morire.

Infatti il suo piano era quello di far morire tutti e diventare l’uomo più potente.

In seguito, provò subito il suo piano; gli uomini pensando scoprirono che il re li stava per uccidere; allora si “ unirono “ e formarono un “cerchio di forza“ e infine sconfissero il re.

Comunque decisero che i temporali rimanessero ma il re cattivo non ci fu più.

 

Letizia Grasso. 

 

 

 


  

Molto tempo fa si pensava che fosse una Dea che quando si arrabbiava saltava sulle nuvole e faceva piovere. Ma se la Dea faceva piovere voleva dire che era sempre arrabbiata con qualcuno. Un giorno dopo tanto che pioveva, chiesero tutti gli abitanti della Maritta se per favore poteva smettere di litigare con chi stava litigando. Allora dato che stava ancora piovendo gli abitanti della Maritta implorarono la Dea di smettere di litigare. Dopo giorni e giorni e giorni di pioggia la Dea trovò pace e smise di piovere. Allora gli abitanti della Maritta ripresero a lavorare la terra. La Dea dopo giorni che non pioveva più si arrabbiò di nuovo e così non si non si lavorò più e gli abitanti della Maritta erano molto arrabbiati. Solo il nipote di Sciamale riuscì a far smettere di piovere. Regalando molto oro alla Dea fece pace con tutti e quando dovevano litigare per qualche cosa gli regalava una manciata d’oro e loro non litigavano più. Tutti così potevano continuare a lavorare.

Margherita Bodrito

 

 

 

 

Perchè sono nati i colori

 

Tanto, tanto tempo fa, le cose non avevano un colore ed erano solo bianche. Una  lepre che passeggiava incontrò un cane e gli disse: "Non mi mangiare!"

Il cane le rispose: "No, non ti voglio mangiare, volevo chiederti, perchè tutte le cose  non hanno un colore?"

La lepre rispose: "Ma cane, non conosci la leggenda che gli uomini primitivi si raccontavano prima di andare a dormire?"

Il cane rispose: "No lepre, non la conosco, me la puoi raccontare?"

La lepre riprese: "Va bene, ascolta attentamente perchè nella leggenda c'è un trucco per far tornare le cose colorate. Anche gli uomini primitivi avevano un villaggio senza colore, allora, poichè erano stufi che tutte le cose fossero bianche, iniziarono a dipingerle. Il tronco degli alberi marrone, la chioma verde, le case le dipingevano dei colori che preferivano. Cane, hai capito il trucco?"

Il cane: "Sì, ho capito, non è molto difficile, basta dipingere le cose di che colore vogliamo."

La lepre disse: "Allora mettiamoci subito al lavoro. Andiamo a chiamare gli abitanti del villaggio, così ci daranno una mano"

Il cane acconsentì: "Va bene, vado io a chiamare gli abitanti ..."

Quando questi arrivarono iniziarono subito a dipingere tutto.

La lepre esclamò: "Il nostro villaggio è diventato bellissimo!!!"

 

Silvia

 

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